Professions libérales

Professioni ordinistiche, regolamentate e non regolamentate

Nel mondo delle professioni, in tutta Europa, esistono diverse tipologie giuridiche di “professionisti”

  • Professioni regolamentate ordinistiche: sono quelle professioni per l’esercizio delle quali la legge di uno Stato impone il possesso di un titolo formale abilitante ben preciso (es: laurea), spesso un esame pubblico di abilitazione, nonché l’obbligo di iscrizione ad un albo, ordine o collegio di diritto pubblico (es: ordine dei medici). La legge riserva a tali professioni determinati “atti riservati” o “atti esclusivi” che non possono essere compiuti da nessun altro che non abbia i requisiti sopra richiamati. Oltre a tali “atti riservati” il professionista può porre in essere chiaramente anche atti “non esclusivi” ossia atti che possono essere svolti anche dalle professioni non regolamentate. Ecco perché spesso sorgono discussioni circa la linea di demarcazione. Nel caso della professione regolamentata ordinistica, il professionista è già iscritto ad un Ordine o Albo pubblico. L’iscrizione ad un registro professionale di diritto privato, pertanto, può significare una ulteriore specializzazione o competenza non normata, rispetto alla professione regolamentata già svolta (es: lo psicologo specializzato in criminologia)
  • Professioni regolamentate non ordinistiche: sono le professioni (come l’estetista o il massaggiatore terapista), che per essere esercitate abbisognano di uno specifico titolo formale abilitante, ma che non richiedono l’iscrizione ad un Albo o Collegio. Spesso (non sempre) richiedono però un esame abilitante istituito dalla Pubblica Amministrazione ove svolge l’attività. In tali casi non esistono Albi o Ordini pubblici e l’iscrizione a Registri professionali di diritto privato, pur non obbligatoria, diventa fondamentale per la categoria professionale, sia per mostrare la propria dimensione professionale, sia per tutela del consumatore garantendo la trasparenza del mercato dei servizi professionali.
  • Professioni non regolamentate: sono quelle che non richiedono titoli di studio specifici né iscrizioni ad Albi o Collegi pubblici, ma che tanto si stanno sviluppando nel mercato interno, vista anche la richiesta da parte del pubblico. In assenza di leggi specifiche per tali professioni, né di Ordini o Albi che ne controllino l’operato, esse trovano la loro identità professionale proprio tramite l’appartenenza ad un Registro professionale di diritto privato, che ne indirizza l’operato con particolare attenzione alla mancata adozione di atti riservati a professioni regolamentate e ne certifica, all’occhio del consumatore, la professionalità e il livello di preparazione, al fine di combattere il “fai da te” e tutelare la trasparenza nel mercato dei servizi.

 

Professioni e libera circolazione in Europa dei professionisti

Ancor oggi si lamenta, in Europa, una grave disomogeneità nel mondo professionale. Alcune professioni possono essere regolamentate in uno Stato e non in un altro, piuttosto che essere regolamentate in più Stati, ma in maniera differente (quindi con l’attribuzione di “atti riservati” più o meno estesi, prevedendo il possesso di titolazioni diverse e incompatibili tra loro): ciò comporta da sempre gravi difficoltà nella libera circolazione dei professionisti in Europa e nel mondo, principio cardine del Trattato Europeo. Urge una necessaria armonizzazione e maggiore apertura all’accesso alle professioni, a volte ingiustificatamente protette in alcuni Stati, come confermato dall’appello della Commissione Europea, al Parlamento Europeo, con comunicazione dell’anno 2015. Leggi estratto

Il principio di circolazione dei professionisti, pertanto, oggi, deve prima passare da un’attenta valutazione circa la regolamentazione o meno della professione o delle competenze che si vogliono porre in atto, sia nello Stato di provenienza, sia nello Stato di eventuale stabilimento.

 

Passaggio da uno Stato dove la professione è regolamentata ad uno Stato dove la professione o gli atti svolti sono regolamentati: è sempre possibile, previa presentazione del certificato di conformità rilasciato dal proprio Paese o dal proprio Ordine professionale. Al massimo potranno essere richieste delle misure di compensazione soprattutto in termini di apprendimento della lingua e tirocinio sul campo. Per consultare le professioni regolamentate nei vari Stati dell’Unione, consulta https://ec.europa.eu/growth/tools-databases/regprof/

Passaggio da uno Stato dove la professione è regolamentata ad uno Stato dove la professione non è regolamentata: è sempre possibile senza alcuna formalità.

Passaggio da uno Stato dove la professione non è regolamentata ad uno Stato dove la professione è regolamentata: non è quasi mai possibile l’abilitazione automatica. Al massimo la propria comprovata esperienza professionale e le formazioni svolte nel proprio paese (quasi sempre libero – culturali e non accademiche), potranno essere valutate dallo Stato ospitante come riconoscimento di crediti formativi o professionali, per ottenere i titoli abilitanti in quel Paese …. Insomma quasi sempre bisogna tornare a studiare.

Passaggio da uno Stato dove la professione non è regolamentata ad uno Stato dove la professione non è regolamentata: è sempre possibile senza alcuna formalità, con attenzione a non porre in essere atti riservati alle professioni regolamentate di quello Stato.